EMERGENZA COVID-19

Ritenendo opportuno adeguarsi alle raccomandazioni del DPCM 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale, è possibile effettuare le sedute via Skype o Facetime, nell'attesa fiduciosa di tornare presto alla normalità. 
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Isolamento sociale: effetti psicologici e prevenzione

In questi giorni siamo tutti obbligati a rimanere isolati nel rispetto del “distanziamento sociale”, adottato come misura per limitare e contenere il più possibile la diffusione del coronavirus.

Tale misura può avere effetti psicologici non trascurabili sulle persone, poiché è in contrasto con un istinto naturale di aggregazione e socialità, di relazione e cooperazione che è proprio dell’essere umano e che potremmo considerare come la sua parte migliore. 

Alcuni studi riportano che l’isolamento sociale prolungato aumenta il rischio di alcuni disturbi quali le malattie cardiovascolari, la depressione, la demenza e alla lunga la mortalità. Ma l’ottimismo, credere che se ne uscirà, che ci saranno degli aiuti, delle cure, fa diminuire lo stress e affrontare meglio questo periodo. La tecnologia, in questo senso, è di grande aiuto perché permette di mantenere dei contatti e interagire con gli altri,  come accade con Skype, Whatsapp, FaceTime e altre applicazioni che, pur con dei limiti, permettono di evitare l’isolamento totale e sono pertanto auspicabili in tempi di emergenza, sebbene non sostituiscano in toto l’incontro di persona.

Nel particolare caso del coronavirus, dobbiamo considerare come il timore del contagio, del “nemico” invisibile, amplifichi in modo esponenziale alcune fobie presenti nel disturbo ossessivo compulsivo (come la rupofobia) ed in coloro che tendono ad un pensiero paranoideo, come se si fosse infine palesato il fantasma di sempre, dando conferma della bontà dei rituali e pensieri negativi di diffidenza e sospetto. Durante la quarantena si convive con la mancanza di libertà, con una costrizione non più autoimposta ma proveniente da un’autorità esterna, con il dubbio della malattia, con la noia, la frustrazione, le preoccupazioni economiche. E’ un tempo rallentato in cui possono ritornare alla superficie alcuni nodi della nostra esistenza, messi a tacere fino a questo momento da una vita frenetica ed iperattiva che non lasciava spazio alla riflessione ed all’ascolto di sé.

Le conseguenze psichiche possono essere simili a quelle che si presentano nel disturbo post-traumatico da stress: il disorientamento, la rabbia, l’insonnia, l’angoscia, il timore di rivivere all’infinito la medesima situazione, l'ipervigilanza con esagerate risposte di allarme, la depressione. Queste esperienze possono modificare i nostri comportamenti e farci avere anche in seguito un’attenzione ossessiva al lavaggio delle mani, la tendenza a evitare luoghi chiusi o affollati, a limitare i contatti con gli altri, prolungando così quelle stesse misure difensive che in tempo di emergenza erano necessarie ma che, se mantenute, si potrebbero rivelare un ostacolo ad una vita sana e libera. La dinamica è sempre la stessa: una volta che la misura difensiva si è strutturata entra a far parte del corredo della nostra personalità e la si agisce anche quando si rivela essere ormai anacronistica.

Per mitigare gli effetti negativi dell’isolamento potrà rivelarsi utile adottare tutte quelle misure che permettono di rimanere connessi con gli altri, avere le corrette informazioni, i servizi adeguati per ridurre noia e solitudine e poi dedicarsi ad attività piacevoli che solitamente si trascurano per mancanza di tempo, rallentando la corsa della vita frenetica alla quale siamo abituati e affrontando se stessi e gli inevitabili nodi di un’esistenza dalla quale spesso scappiamo invece di soffermarci a comprendere ed ascoltare. Proviamo a fare buon uso di questo tempo salva vita, che potrà rivelarsi utile per sé, oltre che essere un comportamento di altruismo e se lo sapremo intendere con questo significato, esso diverrà coerente anziché in opposizione con l’istinto di cooperazione umano.